SOUND MARK PRODOTTI E AZIENDE
I suoni o i rumori sono idonei, in linea di principio, ad essere registrati come marchi, purché aventi capacità distintiva di prodotti / servizi, senza creare confusione nel pubblico.
In altri termini i segni sonori, così come per i segni olfattivi, possono essere registrati come marchi quando sono di per sé idonei a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese e quando possono essere suscettibili di rappresentazione grafica, attuabile attraverso immagini, linee o caratteri che siano chiari, precisi, completi ed esaustivi di per sé, facilmente accessibili, intelligibili, durevoli ed oggettivi.
Il 10 ottobre 2005, con decisione Ex-05-3 del Presidente dell’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (Marchi, Disegni e Modelli) concernente il deposito elettronico dei marchi sonori, è stato stabilito che quando è richiesta la registrazione di un marchio sonoro, si può depositare come allegato al modulo elettronico di domanda un documento sonoro contenente il suono. Il documento sonoro deve essere in formato mp3 e le sue dimensioni non devono superare 1 megabyte. Non dovrà permettere né l’esecuzione ripetitiva (loop) né il trasferimento di dati ininterrotto (streaming).
Un marchio musicale è un logo sonoro utile all’identificazione interna ed esterna di un’azienda, di una società, di una struttura. Viene studiato, progettato e realizzato da (in)sound in base alla filosofia dell’azienda e al suo progetto promozionale, prende in esame le caratteristiche distintive dell’azienda stessa elaborando così un prodotto musicale capace di offrire un’immagine sonora unica e perfettamente calibrata sulla fisionomia del proprio committente.
I suoni della produzione nelle aziende sono strettamente legati al lavoro dell’uomo, al funzionamento delle macchine e degli impianti. Se c’è rumore significa che si produce e che l’azienda va bene. Le uniche aziende che non producono suoni sono quelle morte. Attività industriali e cicli produttivi possiedono caratteristiche sonore peculiari, variabili per settore merceologico, che le rendono riconoscibili, vere e proprie firme sonore.
L’importanza della riconoscibilità sonora nelle strategie della comunicazione è nota. (in)sound progetta marchi sonori destinati a rafforzare l’immagine coordinata aziendale. Oltre agli usi tradizionali (Web, CD promo, musica per l’ambiente, ecc.) è possibile implementare il marchio sonoro nelle suonerie dei telefoni aziendali (in tal caso anche senza stereofonia), sia cellulari sia statici: il telefono cellulare aziendale diffonderà così il marchio ad ogni ricezione di chiamata, ovunque. I quadri sonori o pannelli sonori per la comunicazione possono essere finalizzati al lancio del marchio sonoro dell’azienda nei luoghi pubblici.
SOUND MARK GRANDI INFRASTRUTTURE
Tutte le grandi opere dell’uomo possiedono, come caratteristica intrinseca, la possibilità di manifestare la propria presenza sul territorio emettendo suoni identificativi, talvolta udibili.
Le emissioni sonore di origine naturale sono originate dagli eventi meteorologici legati al vento: in presenza di adeguate velocità e persistenze i suoni emessi dall’impatto del vento sull’opera hanno la possibilità di rivelare l’anima nascosta dell’architettura, consonanze o dissonanze, armonia o dodecafonia.
L’ambiente, il luogo di nascita dell’opera, insieme alla geometria degli elementi architettonici e strutturali, rappresentano pertanto i fattori formanti la materia sonora e determinanti nella creazione del sound mark: ritmo, timbro e sonorità.
Le emissioni di origine antropica sono viceversa intimamente connesse all’esercizio dell’infrastruttura e la potenza sonora dell’opera è correlata al traffico e alla tecnologia applicata. Ad esempio, nel caso delle linee ferroviarie ad alta velocità, le firme sonore sono determinate dal transito dei convogli e l’intensità, il timbro e il ritmo dipendono dalla tipologia e lunghezza dei convogli, dal tipo di armamento e dalla velocità di esercizio.
I grandi ponti sospesi, il ponte del Bosforo a Istanbul, il ponte di Akashi Kaiko in Giappone, lo Storebaelt in Danimarca, l’Humber in Inghilterra, il ponte sullo Stretto di Messina, oltre che simboli visivi, rappresentano una categoria di opere di grande interesse per lo sviluppo dei sound mark perchè collocati in aree di costa, tipicamente caratterizzate da eventi anemologici di maggiore intensità.
(in)sound progetta il sound-mark iniziando dall’analisi delle caratteristiche anemologica dell’area al fine di identificare le classi di velocità del vento di maggiori intensità, la provenienza e la persistenza. Vengono quindi identificati con una procedura matematica di “screening” gli elementi geometrici in grado di emettere sonorità nel campo dell’udibile: pendini, cavi, mancorrenti, ecc. Segue l’analisi modellistica del campo di moto, della generazione dei fenomeni di turbolenza e della frequenza di distacco dei vortici, la cui è diretta conseguenza è l’emissione di suoni. In base a questi risultati possono essere composte le sonorità elementari dei singoli oggetti sonori, l’armonia complessiva e, come sintesi estrema, il sound mark.
Nell’audio E' ascoltabile la manifestazione sonora di un ponte sospeso in presenza di vento di estrema intensitA'